IL SIGARO ITALIANO – Materia prima

IL SIGARO ITALIANO
19 Dicembre 2020
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19 Dicembre 2020

IL SIGARO ITALIANO -Materia prima

Nel precedente articolo abbiamo evidenziato le caratteristiche del Sigaro Italiano:
– sagoma affusolata, tipica forma bi-tronco-conica, con possibilità di essere
consumato intero o ammezzato; – composizione 100% tabacco forte della varietà Kentucky (Dark FireCured) fermentato;
– prodotto costituito da soli due componenti: fascia e ripieno.Altre caratteristiche tipiche sono: – aspetto elegante della foglia di Kentucky, resa lucida dai procedimenti essiccativi e di maturazione, avvolta in tre spire elicoidali sul ripieno, che
presenta le nervature parallele all’asse del sigaro oppure secondo un’elica a passo lungo;
– colorazione tipica del tabacco curato a fuoco (Fire-Cured);- fragranza aromatica e profumazione penetrante e gradevole;
– gusto forte, dovuto alla fermentazione spinta del ripieno.
Evidentemente, la tipicità di questo sigaro, oltre alla forma, è data dalla particolarissima materia prima utilizzata.
Si parla di tabacco scuro curato a fuoco, genericamente Kentucky, con riferimento allo stato americano in cui questa eccellenza ha avuto le origini e, dove, ancora oggi, grazie al microclima e al terroir in generale, se ne produce il migliore in assoluto.
Vediamo ora quali caratteristiche devono avere le foglie di Kentucky per la lavorazione dei sigari italiani.
In questo articolo verranno considerate solo le caratteristiche estrinseche (aspetto estetico) delle foglie di tabacco tralasciando quelle intrinseche (degustative), decisamente più complesse, e il processo di lavorazione che potranno essere oggetto di futuri articoli.

Vediamo singolarmente i due componenti, fascia e ripieno.
1) IMPIEGO PER FASCIA:

Le foglie, per essere idonee a fasciare i sigari, devono possedere alcuni requisiti tra i quali assumono primaria importanza i seguenti:
– Integrità della foglia
A differenza di altre marche, per il confezionamento dei sigari italiani non viene adoperata sottofascia. La larghezza della sagoma della fascia deve essere tale da assicurare la completa copertura del ripieno e, pertanto, non possono
essere tollerati difetti, in particolare fori, anche se piccolissimi.
– Paginatura
Deve essere la più ampia possibile per ottenere una buona resa in fascia del tabacco, vale a dire il numero di sigari ricavabili da una foglia. Approssimativamente, il rettangolo che circoscrive la sagoma ha le dimensioni di 26,3 x 8 cm più il 10 % di franco, per consentire la stesura del lembo.
– Tessuto sufficientemente consistente
Un tessuto troppo sottile non garantisce il giusto grado di copertura e conferisce alla fascia eccessiva fragilità dopo l’essiccazione dei sigari. Al contrario un tessuto eccessivamente grossolano brucia male e causa difetti al gusto.
– Colorazione uniforme e brillante
Le foglie che presentano macchie di qualsiasi natura, striature e non uniformità del colore, oltre all’evidente sgradevole aspetto, denotano immaturità, discontinuità nel tessuto o cattiva cura del tabacco. Tali imperfezioni di colore, possono causare possibili lacerazioni della fascia durante la lavorazione, influendo negativamente sulla combustione e quindi sul gusto del sigaro.
Pertanto, queste foglie devono essere scartate.
– Presenza di resine, oli odorosi, gomme e cereQueste sostanze, oltre a fornire alla fascia del sigaro morbidezza,
lucentezza e profumazione tipica, producono aroma nel fumo.
– Elasticità e resistenza
La bontà di questi requisiti viene apprezzata al momento del confezionamento dei sigari. Una buona elasticità consente, esercitando una azione di trazione, la stesura del lembo sulla formella, mentre una buona resistenza evita le possibili rotture dello stesso che, altrimenti, verrebbe scartato. Lo sforzo che viene esercitato sul lembo all’atto della stesura è valutabile dai 12 ai 15 g/mm di larghezza.
– Nervature poco pronunciate
Il fumatore del sigaro italiano nel giudicarne la qualità, viene influenzato notevolmente dall’aspetto esterno. Le nervature pronunciate conferiscono al sigaro un aspetto irregolare e possono causare scollamento, ventilazione e irregolarità di combustione.
– Buona combustibilità
La combustibilità del tabacco, da fascia e da interno, influisce direttamente sulla qualità del gusto del sigaro. In passato, la combustibilità veniva migliorata sottoponendo il tabacco a speciali trattamenti. Attualmente la combustibilità del Kentucky è migliorata notevolmente anche se resta vincolata alle caratteristiche del tabacco: provenienza, maturità, consistenza del tessuto, ecc. La migliore combustibilità della fascia rispetto all’interno è una condizione necessaria per la qualità del sigaro. Infatti, durante la combustione, il sigaro deve presentare il “carbone” di forma conica, con il vertice rivolto verso l’esterno. In caso contrario la combustione risulta difettosa con tendenza allo spegnimento e il gusto diventa amaro a seguito della distillazione di sostanze che si trovano nelle zone incombuste. Sicuramente una completa combustione genera una cenere chiara e un fronte di combustione regolare.
– Buona maturazione
La maturazione si riflette sull’aspetto, sulla combustibilità e, quindi, sul gusto del sigaro.
– Umidità corretta ed assenza di muffe. È evidente che la presenza di muffe comporta un’alterazione del tessuto
fogliare che si manifesta al momento del confezionamento. Pertanto, è da evitare assolutamente la comparsa di muffe dovute ad elevate umidità associate ad una non corretta conservazione del tabacco Nonostante la quasi certezza della loro eliminazione durante la lavorazione, le muffe potrebbero alterare negativamente il gusto del fumo
– Igroscopicità
Un’altra caratteristica molto importante del tabacco da impiegare nella fabbricazione dei sigari, in particolare per la preparazione della fascia, è la capacità di assorbire e cedere acqua. Questa capacità dipende dalla temperatura dell’acqua e dalla natura del tabacco.La presenza di acqua nel tessuto, oltre a dare la possibilità di manipolare il tabacco senza danneggiamenti, ha la funzione di volano termico. Questo ha notevole importanza nei trattamenti termici, infatti, l’acqua assorbendo e cedendo in misura maggiore il calore rispetto al tabacco (il calore specifico del tabacco è di 0,5 kcal/kgm mentre per l’acqua è di 1 kcal/kgm), impedisce la rapida essiccazione del tessuto fogliare.
2) IMPIEGO PER RIPIENO
Il tabacco Kentucky destinato a ripieno, a fermentazione avvenuta, deve possedere buona combustibilità, forza, gusto e aroma tipici. Pertanto, a differenza di quello utilizzato per fascia, le caratteristiche estrinseche non hanno eccessiva importanza.Il tessuto delle foglie per ripieno deve essere sostanzioso e ad alto tenore di “complesso colloidale” per consentire le trasformazioni della fermentazione, tra cui la demolizione dei composti azotati, responsabili di alcuni difetti di gusto.
Affinché il tabacco (da ripieno) subisca le suddette trasformazioni in fermentazione, è indispensabile che assorba il giusto quantitativo di acqua,pertanto, è necessaria una buona igroscopicità.

by Domenico Napoletano

Uno Speciale ringranziamento a Domenico Napoletano

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