SIGARI ARGOMENTI ED ESPERIENZA…

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SIGARI ARGOMENTI ED ESPERIENZA…

Quando si parla di sigari, specie se si appartiene alla schiera dei tollerati, occorre chiedersi sempre cosa si possa dire che risulti interessante per coloro ai quali ci si rivolge, che valga la pena, da parte loro, di essere letto od ascoltato.

Il fatto è che quando si accumulano esperienze, le si elabora in una qualche maniera, su di esse si ragiona e si approfondisce la materia con lo studio – magari arrivando a formulare teorie – nel momento in cui si vuole comunicare si è obbligati ad usare parole che per gli interlocutori assumono un significato diverso che per noi. Non è una semplice contrapposizione che vede chi scrive da una parte e i lettori dall’altra, le parole assumono significato diverso per ogni singolo individuo. Al limite ci si comprende perfettamente solo in uno dei tanti luoghi in comune, dove si condivide quel poco che si ha di simile.

Confido nella consapevolezza del lettore che, per un confronto costruttivo, occorrano interlocutori che abbiano idee differenti e quanto più distanza c’è tra queste maggiori sono le possibilità, per entrambi, di intravedere nuovi orizzonti. Il concetto, a veder bene, è inquietante, perché sembra sottenda un giudizio negativo su quanto si ritiene essere giusto. Ma l’idea di esplorare nuove realtà non implica che queste siano migliori, ma solo diverse. La cosa buona è che accettando la sfida si può venire a conoscenza di nuove realtà.

Non possiamo evitare di correre con la mente alle parole di Marcel Proust ne “La prigioniera”. Nuovi orizzonti si schiudono guardando nei propri confini con gli occhi di qualcun altro.

Proviamo a tirare in gioco un concetto che ben conosciamo. Parliamo di degustazione. Una parola che indica un concetto ben noto a tutti. Che orizzonti nuovi possono essere proposti su un argomento del genere?

Sebbene la tendenza degli ultimi anni sia quella di riconoscere competenza e capacità di degustare a chiunque mostri un po’ di impegno, che sappia individuare gli aromi, che sia un buon consumatore, meglio ancora se possiede la predisposizione all’uso dei social media in modo da coinvolgere altri – e questo è in linea con l’andamento di molti fenomeni sociali – acquisire una buona tecnica di degustazione richiede tempo ed impegno.

Occorrerebbe chiedersi cosa si intende per “sigaro”, prima di procedere all’analisi e chiarire cosa significhi degustare. Questo perché il sigaro ha una forte valenza simbolica. Quando il sigaro viene visto principalmente come tale accade che la degustazione stessa diviene simbolo, anche se in forma derivata. In particolare è un simbolo di appartenenza al collettivo che riconosce i propri membri sulla base dei criteri che questi utilizzano per giudicare.

Quando il sigaro è simbolo di appartenenza non ci si pongono troppe domande su cosa significhi degustare, non viene posto il dubbio sulle definizioni messe a disposizione, visto che nel confutarle si rifiuterebbe l’autorità di chi le propone e questo significherebbe venir posti ai margini dal collettivo. L’alternativa all’accettare che saper degustare significhi essere in grado di utilizzare bene un modello, sviluppando le capacità di identificare aromi e sapori, è l’avventurarsi alla ricerca del concetto di degustazione – ché, in tutte le cose, la sola definizione è un semplice contenitore vuoto che risuona ai colpi dell’utilizzatore.

Coloro che accettano la sfida scoprono, dopo poco in verità, che per comprendere il concetto di degustazione occorre indagare su quello di giudizio. Qui non può che giungere lo sgomento, essendo quella del giudizio la facoltà più complessa di cui l’essere umano disponga.

Si accetta, senza alcun problema, il fatto che per giudicare occorra tener fuori quello che è il giudizio elaborato sulla base dei gusti personali – che riguarda il concetto di piacevolezza e che si esprim con un “mi piace/non mi piace” – perché il giudizio può essere detto obiettivo se vale anche per altre persone. Ma non esiste metodo che valva per tutti e in ogni ambito. Abbiamo già accennato al giudizio in ambito di un collettivo, e possiamo inserire quello valido in ambito commerciale. Qui un sigaro è buono perché viene venduto facilmente. Ma se un prodotto viene venduto molto significa che è di ottima qualità? Perché noi vogliamo giudicare in base a quella, vero?

Ma qualità e popolarità devono essere allineati. Perché qualcuno comprerebbe un sigaro se non è di buona qualità?

Esistono fattori, che possono rendere desiderabile un sigaro, differenti dalla qualità? Ma soprattutto, questi fattori possono inserirsi in maniera surrettizia, ovvero senza essere notati, nel processo di degustazione, quella in cui vorremmo valutare solo la qualità del prodotto? Se sì, quali sono e come influiscono sul metodo di degustazione?

Ebbene, potremmo proseguire con molte altre domande e poi iniziare a cercare le risposte. Non è cosa facile, richiede anni di lavoro e studio, ma è la strada migliore che si possa seguire. Occorre porsi domande e cercare le risposte utilizzando un metodo logico. Su questo sentiero, probabilmente, ci si rende conto che si sta percorrendo la strada della degustazione razionale.

Si potrebbe obiettare: “tante domande e nessuna risposta”. Eh, no. Nessuna.

Questo perché, più che le risposte la cosa importante è quello che si impara in fase di ricerca, e spesso si comprende che la domanda iniziale era anche posta male, che si stava cercando qualcosa che non è più interessante. Purtroppo siamo abituati, in generale, ad essere addestrati, non educati, ricevendo pacchetti completi di domande e risposte.

Il punto interessante, probabilmente, è l’obiettivo, del quale si può essere consapevoli o meno, che spinge ad accendere un sigaro e fumarlo. Cosa rappresenta il sigaro per ognuno di noi?

Il percorso cui indirizza questa domanda è decisamente più complicato di quello che parte dal chiedersi cosa significhi degustare. Si potrebbero indicare, semplificando e forse banalizzando, alcune categorie cui queste risposte appartengono e le si potrebbe collegare alla fonte principale di piacere che muove ad agire. Si prova piacere quando ci si sente approvato dagli altri, in una delle tante forme in cui questo è possibile o per il semplice assecondare il propri gusti personali? A proposito di gusti personali, siete consapevoli che questi si sono conformati sull’influenza della società e che, tranne in casi rari, quando li si asseconda, si soddisfa un desiderio altrui? La paga che si ottiene è l’approvazione del collettivo cui si appartiene. Siamo al punto di partenza.

Un momento!

Perché complicare il mondo del sigaro che è puro piacere con argomenti simili?

Qui la risposta la do. Perché questo può fare la differenza tra un appassionato consapevole ed un consumatore ignaro.

 

 

by Aniello Buonincontro

Uno Speciale ringranziamento a Aniello Buonincontro

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