MONTECRISTO

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Montecristo

Montecristo

MONTECRISTO

Nei primi anni ’30, un ricco spagnolo di nome Alonso Menéndez si trasferisce a Cuba dopo aver lavorato nel commercio del tabacco a New York e in Florida.

Nel Luglio del 1935 acquista la fabbrica Particulares, sita a pochi metri (Calle 23, esq.a 15) dall’attuale H. Upmann (Calle 23, e/ 14 y 16).

A quel tempo la fabbrica produce i sigari omonimi oltre ai meno conosciuti Byron.

La rivista cubana Habano riporta la notizia che il signor Menéndez ha creato un nuovo marchio di sigari chiamato appunto “Montecristo“.

Il logo adottato è opera del distributore inglese John Hunter Morris & Elkan Co. Ltd. ed è costituito da un triangolo formato da sei spade incrociate con il “Fleur de Lis” al centro.

Il marchio vuole chiaramente richiamare alla memoria la Francia del primo ‘800, nella quale è ambientato il famoso romanzo di appendice “Le Conte de Monte Cristo” scritto nel 1844 da Alexandre Dumas.

Nel 1936 viene fondata la Menéndez, García y Cía Ltda. al numero 87 di Avenida Miguel Aldama.

E’ un momento difficile per H. Upmann: la famiglia Upmann era stata portata alla bancarotta nel ’22 a causa della loro origine germanica. Tuttavia dovettero cedere  l’azienda all’inglese J. Frankau & Co. Ltd. che a sua volta fondò la Frankau S.A.

La nuova proprietà non è però riuscita ad ottenerne i profitti sperati, inoltre il momento non è dei migliori.

Il malconteto popolare ha fatto nascere in quegli anni parecchi partiti di opposizione e il colonnello Fulgencio Batista dopo il “colpo di stato dei sergenti” del ’33 è di fatto al potere e riceve a braccia aperte la mafia americana.

L’azienda inglese Frankau S.A. decide pertanto di cessare l’attività a fine 1936 cedendo marchio e fabbrica H. Upmann a Menéndez, García y Cía Ltda.

L’intera produzione Montecristo viene quindi trasferita alla fabbrica H. Upmann, allora in Virtudes 609 (quarta parallela del Malecon di centro Habana) e col suo successo risana finanziariamente l’azienda.

Solo il tabacco della migliore qualità viene usato per la produzione Montecristo e si dice che le foglie di ligero vengano stagionate in speciali cabinet di legno di cedro.

In brevissimo tempo esplode la domanda di Montecristo e anche la produzione di H. Upmann comincia a riprendersi, l’azienda è costretta a ricorrere all’aiuto di piccoli laboratori esterni.

Per questo motivo nel ’44 Menéndez, García y Cía è costretta a traslocare la H. Upmann in una nuova splendida fabbrica in Calle Amistad 405 (la parallela dietro Calle de la Industria).

Da quando è stata fondata nel ’35 fino agli anni della rivoluzione cubana Montecristo produceva solamente 5 vitole: No. 1, No. 2, No. 3, No. 4 e No. 5, di cui il No. 1 disponibile in tubo di alluminio dal tardo ’40.

A metà anni 50 è stata introdotta la Montecristo Selección Box, una scatola in legno grezzo da 50 contenente 10 sigari per vitola, prodotta fino agli ultimi anni seppur con discontinuità.

Nel 1961, in seguito alla nazionalizzazione dell’industria a Cuba, Menéndez e García si ritirano alle Canarie, dalle quali ricominciano a produrre con lo stesso marchio.

Presto però sono costretti a cessare la produzione per una disputa sulla proprietà del marchio oramai di Cubatabaco.

Riprendono la produzione a metà degli anni ’70, questa volta da La Romana in Repubblica Dominicana, con lo stesso marchio e solo per il mercato USA, dove Cubatabaco ovviamente non può appellarsi.

L’azienda Menéndez, García y Cía è ora di proprietà del colosso Altadis che ne controlla la distribuzione e il marketing negli USA.

Nel 1969, con la fondazione della fabbrica El Laguito, altre tre vitolas vennero aggiunte alla famiglia Montecristo: Especial No. 1, Especial No. 2 e Joyitas, che avevano dimensioni identiche ai rispettivi Cohiba: Lanceros, Corona Especiales e Panetelas (Laguitos No. 1, 2 e 3).

Nel ’71 circa vennero introdotti i Montecristo A (Gran Corona) e B (Cosaco), il primo dei quali fece presto storia venendo riportato come “il sigaro più costoso” nel “Guinness Book of World Records”.

I No. 6 e i No. 7 vennero prodotti in pochi esemplari e in modo discontinuo tra l’80 e il ’98 con scarso successo, sono ad oggi considerati sigari estremamente rari.

Entrambi erano dei parejos, il No. 6 aveva largo 125 mm e cepo 36 (Seoane), mentre il 7 aveva largo 175 mm e cepo 28 (Panetela Larga).

I Petit Tubos sono dei No. 4 in tubo e vennero introdotti nel tardo 1980.

Da quella data non venne introdotta alcuna nuova vitola fino al ’99, nel Febbraio del quale al Millennium Festival a La Habana fu presentata la “Millennium Reserve Commemorative Jar” di Montecristo che conteneva 25 Robustos con anilla commemorativa dell’anno 2000.

Nel tardo 2000 ricompare un po’ meno tannico il Robusto in box da 25 come edizione limitata e anilla tradizionale (più anilla E.L. 2001). Il Robusto è ricomparso nuovamente nel 2006 come Edizione Limitata.

Nel 2004 viene introdotto un nuovo sigaro battezzato Edmundo in onore del conte Edmond Dantes, la cui fantasiosa epopea ha dato il nome al marchio. Per l’Edmundo è stata scelta una nuova vitola parejo di 135×52.

Tra le edizioni limitate, oltre ai già citati Robustos E.L. 2001 e E.L. 2006 sono uscite la Doble Corona E.L. 2001, la C 2003 E.L. (Corona Gorda) e la D E.L. 2005 (Dalia).

Montecristo ha rappresentato nel 2000 il 22% dell’esportazione di sigari cubani e il 20,4 % nel 2001, con il No. 4 ad essere il sigaro più venduto tra tutti i sigari, primato probabilmente detenuto fin da anni prima della rivoluzione.

Questa grande diffusione ha forse contribuito a far considerare erroneamente da alcuni Montecristo come un marchio mediocre.

I sigari Montecristo ad oggi vengono considerati di forza media e non richiedono lunghi periodi di maturazione (3-5 anni).

www.Elpuro.org

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