INNOVARE LA TRADIZIONE,RISPETTANDOLA

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 INNOVARE LA TRADIZIONE,RISPETTANDOLA

Il Kentucky si è sposato magnificamente col territorio valtiberino in un matrimonio secolare proprio grazie alle caratteristiche pedoclimatiche di una fertile vallata alluvionale, circondata da colline e montagne che garantiscono un buon gradiente termico tra giorno e notte che favorisce la traslocazione di nutriliti e la qualità del tabacco. Un grande territorio che però non consente la cura all’aria per tutto il periodo della raccolta, soprattutto nelle fasi finali: dunque la cura a fuoco è d’obbligo. L’abbondanza di boschi di querce e cerri ha reso naturale la vocazione per un grande Fire Cured come il Kentucky: la tradizione secolare tramandata oralmente, unita al lavoro dei ricercatori e dei tecnici dell’ex Monopolio, ha fatto il resto.Ritornando al lavoro di Fiaschi, la cura è descritta come la “fase più importante del processo produttivo, per le numerose trasformazioni biochimiche che si verificano nel complesso costituenti la foglia”. Dopo aver rimarcato le caratteristiche dei locali inizia ad enumerare i difetti di cura: si parte dalla “lessatura dovuta al ristagno di umidità in fase di “ammarronamento”, poi si passa al “variegato e fissato verde dovuto a carenza di umidità o temperature sbagliate”. Vista la vastità dell’argomento ne rimanda la trattazione a un lavoro più specifico e ci torneremo assieme in un prossimo articolo: il lavoro termina parlando della conservazione e con un accenno alle linee varietali allora utilizzate.Questo breve riassunto ci fa cogliere l’impegno dell’allora Amministrazione Monopoli di Stato nel supportare i coltivatori, una tradizione che purtroppo si è persa… Nell’elogiare il passato, però, non si può non evidenziare una grossa pecca, forse dovuta alle dimensioni delle manifatture e all’assenza di concorrenza: non aver creato una tradizione di manufatti provenienti da Cru territoriali, o Cuvèe ottenuti dall’unione di diverse Cru, seguendo la filosofia dei vini di alta qualità, come invece è avvenuto in area caraibica, in particolare a Cuba dove il terroir viene esaltato all’ennesima potenza.Il mio lavoro, sul campo prima e in Manifattura poi, cerca di innovare i sistemi tradizionali che ritengo più interessanti, senza rinnegare il passato ma esaltandolo con processi e percorsi che, sempre in modo sostenibile, possano enfatizzare le potenzialità dei territori di produzione del Kentucky, partendo dalla culla della tabacchicoltura italiana, cioè la Valtiberina.Quando si fuma un sigaro non si ha sempre la percezione del grande lavoro che c’è dietro: un lavoro di oggi e di ieri, concettuale e fisico, e forse è giusto che sia cosi. Le volute di fumo salgono dolci ad alleggerire l’anima del fumatore che, assieme al sigaro, suo fidato ed effimero amico, trova un attimo per riappacificarsi con il creato.
Dott. Agr. Gabriele Zippilli

 

Uno Speciale ringranziamento a Dott. Agr. Gabriele Zippilli

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