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Affinamento e conservazione – terza parte

I giudizi formulati dai catadores sul primo dei tre esemplari dei sigari cubano, caraibico e toscano, che saranno analizzati e valutati nei prossimi anni, ha fornito interessanti spunti di riflessione.

In relazione alla composizione chimica dei tabacchi di cui si è data evidenza nelle prime due pubblicazioni relative al progetto di affinamento e conservazione.

In particolare, il Partagas n. 4 (Catador: De Santis) è un prodotto che ha dimostrato carattere, forza e complessità, con sentori prevalenti di terra e pepe nero, echi di frutta secca, nocciola e mandorla, a cui si aggiungeva una buona dolcezza durante la fumata con ulteriori aromi di noce e chiodi di garofano.

Nel finale piacevole, con note leggermente amare e piccanti, aumentava l’intensità aromatica generale e prevaleva il pepe nero con noce, cuoio e caffè.

Il sigaro con provenienza Costa Rica (Catador: Dussin) presentava un inizio molto morbido e con lievi aromi dolci di miele, pan brioche e floreali; proseguiva poi con aromi floreali e di pepe, con note di caffè lievemente tostato, su registri di fondo vegetali.

Nel prosieguo della fumata si percepivano il gusto aspro, che accompagnerà il fumatore fino alla fine, insieme a sentori dolci e leggermente piccanti, con un aumento significativo dell’aroma di pepe.

Nell’insieme il sigaro risultava abbastanza equilibrato, con una forza medio leggera, che tendeva ad aumentare solo nell’ultimo terzo. Aromi e sapori non risultavano però ben equilibrati e coerenti tra di loro.

L’antico toscano (Catador: Odiardo) ha presentava invece una partenza bitter con sapidità in crescendo, armonico con i fondi aromatici terrosi, vagamente erbacei e con note di legno umido e poi bruciato.

Nella parte centrale della fumata emergeva una certa dolcezza insieme ai sentori di terra e legno, con pepe bianco a tratti, che accompagnano fino alla fine della fumata che ritornava bitter ma comunque piacevole.

Fumata lineare, con un’evoluzione abbastanza regolare e con una paletta tutto sommato coerente.

L’incipit amarognolo, poi sapido e dolce per ritornare bitter sul finale è stato un interessante riscontro.

Le valutazioni dei catadores sui tre esemplari di sigari risultano particolarmente significative in relazione alla composizione chimica dei tre tabacchi.

Era già stata chiaramente evidenziata una maggiore complessità aromatica del sigaro cubano e del sigaro caraibico, in cui si possono percepire durante la fumata un maggior numero di aromi e sapori rispetto a quelli classici riscontrabili nell’antico toscano.

Tuttavia, il sigaro cubano sebbene presenti un profilo di concentrazioni di acidi ossalico, malico, lattico e citrico simili a quelle riscontrabili nel sigaro extra cubano, contiene una quantità doppia di fenoli ed è l’unico dei tre esemplari in cui sono presenti le muffe, ad ulteriore conferma delle potenzialità di affinamento e conservazione che saranno valutate nel tempo.

Il sigaro con provenienza Costa Rica presenta, inoltre, anche una minore quantità di nicotina che potrebbe contribuire ad influenzare negativamente la percezione degli aromi e dei sapori, ritenuti poco legati e armonici tra di loro.

Gli aromi e i sapori tipici del sigaro toscano risultano presenti in maniera significativa ma la concentrazione sensibilmente inferiore in acidi grassi volatili, insieme a una maggiore quantità di grassi totali probabilmente limita l’ampiezza della paletta aromatica rispetto al sigaro cubano e al sigaro di provenienza Costa Rica.

 

by CCATOBACCO21

 

 

Uno Speciale ringranziamento a Giuseppe Tringali

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