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I CazadoresStasera ho fatto una mini-verticale personale sui sigari in oggetto, mini perché dopo i primi due non me la sono sentita (e non avevo il tempo) di fumarmi anche il "tipo tosto" della compagnia. La compagine "venatoria" è costituita dal José L. Piedra "Cazadores", dal Fonseca n.1 e dal Romeo y Julieta "Cazadores". José L. Piedra "Cazadores" In realtà la vitola non è proprio Cazadores a dispetto del nome, infatti misura 43 x 153 contro i 44 x 162 della vitola di cui porta il nome, il numero di vitola (794) tradisce la sua origine di sigaro fatto a macchina e rifinito a mano (come tutte quelle comprese tra 700 a 799) e quindi prodotto con tripa corta, ossia con ripieno di frammenti di foglia, inoltre il tabacco che lo costituisce non proviene dalla mitica Vuelta Abajo, bensì dalla regione più orientale di Remedio. Le sue umili origini ne spiegano il prezzo davvero contenuto per un cubano (9 € la petaca da 5!), come pure la fumata per nulla esaltante e l'aspetto poco invitante. Non che mi aspettassi granchè da questo sigaro, però devo dire che non l'ho trovato neppure cattivo, a patto di usare una fumata tranquilla e senza tirare eccessivamente, nel qual caso diventa abbastanza aggressivo e tende a diventare sgradevole. Di certo l'aroma non è affatto complesso e la fumata attenta non è bastata ad evitare uno spegnimento repentino appena passata la metà, così come strappare l'anilla invece di sfilarla non ha evitato il cedimento e l'apertura della capa ben prima di arrivare all'ultimo tercio. Il tiraggio era molto agevole senza essere peraltro eccessivo, la cenere poco compatta e di colore scuro. Viene considerato un sigaro forte, e a volte come già detto lo dimostra in maniera poco piacevole, alcuni dicono possa civilizzarsi dopo circa 6 anni, per quanto la mia pazienza non possa arrivare a tanto dopo queste premesse... L'ho trovato un sigaro piatto, senza evoluzione, come ci si può aspettare da un sigaro a tripa corta. Sicuramente vale più di quello che costa, tuttavia di fronte a sigari simili preferisco risparmiarmi la salute e buttare l'euro e ottanta nella chiavetta del caffè. Fonseca n.1 Il n.1 di Fonseca è effettivamente un Cazadores, sebbene il numero 1 sia riservato in genere dai produttori cubani ai sigari di vitola Cervantes. A differenza del precedente è un sigaro a tripa lunga (ripieno fatto con foglie intere) e prodotto a mano. Salta subito all'occhio il fatto che questo sigaro è avvolto in un sottile foglio di carta semitrasparente con l'anilla ad avvolgere il tutto, forse per questo si dice che qualcuno l'abbia scambiato per una sigarettona gigante e l'abbia acceso con la carta(!!!). Dopo aver fumato il J.L.Piedra mi sembrava piuttosto leggero e in effetti è un sigaro di forza media. Personalmente mi sento di sconsigliarlo a chi ama una fumata robusta, come i fumatori di toscano o gli aficionados di Partagás, consigliabile invece per chi vuole accostarsi progressivamente ai cubani grazie anche alla sua fumata "fresca" e alla sua combustione regolare e senza sorprese. Il tiraggio era un po' più resistente rispetto al J.L. Piedra, direi ottimale, mentre la cenere era molto compatta e di colore chiaro. Nonostante il suo aspetto fosse nascosto pudicamente dalla carta, la sua capa era liscia, resistente, abbastanza gradevole a vedersi e ben serrata, forse a tal punto da essere causa dell'"erezione" citata da Valerio Cornale: durante la fumata il sigaro è stato soggetto ad un leggero inarcamento, a detta di Valerio prodotto dalla capa tesa da energiche mani maschili... Ne viene consigliato l'invecchiamento di almeno 3 anni, pratica tuttavia destinata a chi ama i sigari non troppo forti. Assolutamente da evitare l'abbinamento con distillati, per niente aggressivo va secondo me gustato con al massimo un goccio d'acqua o un te leggero. Anche questo sigaro non mi ha entusiasmato, però devo dire che anch'io sono abituato a fumate ben più "sostanziose". |